Origini dell'AIPA


Jung e la cultura italiana: la nascita dell´Associazione Italiana di Psicologia Analitica

L´AIPA è nata a Roma nel 1961 ad opera del Dr. Ernst Bernhard e di alcuni colleghi–allievi riuniti attorno alla sua persona.

Egli considerava che fossero ormai maturi i tempi per cominciare ad organizzare uno scambio di esperienze e di opinioni tra i suoi allievi, impegnati professionalmente nell´attività psicoterapeutica, nello studio e nella diffusione delle teorie che a partire da Freud e da Jung si stavano sempre più affermando, non solo in ambito psichiatrico, ma nell´intera società.

Bernhard sentiva inoltre la responsabilità della formazione e dello sviluppo psicologico dei suoi allievi, affidato a quei tempi, e per la giovane scienza, solo alla sensibilità, all´intelligenza e all´etica di pochi caposcuola. Stava diventando necessario dare una forma istituzionale al gruppo spontaneo che, attorno alle teorie di Jung, si era venuto costituendo in Italia e a Roma negli anni del secondo dopoguerra, offrendo l´opportunità a quei primi studiosi che Bernhard aveva raccolto e formato, di comunicare le proprie esperienze e le proprie vedute in riunioni collegiali e cominciare a costituire così le basi per la trasmissione agli allievi della cultura analitica e dell´esperienza formativa.

Il primo incontro a cui facciamo risalire la nascita dell´Associazione avvenne il giorno 26 marzo 1961, nella casa di campagna di Ernst e Dora Bernhard a Vigna Grande in Bracciano, alle porte di Roma, dove i Bernhard si incontrarono con Mirella Bonetti, Giuseppe Donadio, Enzo Lezzi, Mario Moreno, Gianfranco Tedeschi e Francesco Montanari.

Benché si trattasse ancora di un incontro informale (l´atto legale avvenne pochi mesi dopo) fu fatto un verbale di quella riunione, il cui originale è conservato nella sede nazionale dell´associazione, nel quale vennero enunciati gli scopi, i valori fondanti e anche la necessità che ognuno partecipasse con le proprie competenze alla vita associativa, e per questo vennero divise tra i presenti le cariche istituzionali: il primo presidente dell´Associazione fu E.Bernhard.


Ernst Bernhard

Ernst Bernhard nacque a Berlino nel 1896 da genitori ebrei. Divenuto medico e pediatra, dopo un'analisi freudiana con Otto Fenichel e Sandor Radò passò alla psicologia analitica. Dal 1935 a Zurigo lavorò con lo stesso Carl Gustav Jung del quale divenne un seguace.

A seguito delle leggi razziali del 1936, per sfuggire alle persecuzioni naziste, decise di trasferirsi in Inghilterra, ma Londra gli rifiutò il visto. Decise così di stabilirsi in Italia insieme alla moglie Dora, anche lei psicoanalista, e precisamente a Roma dove praticò per trent'anni la psicologia analitica junghiana.

Qui entrò in contatto con un piccolo gruppo di freudiani diretti da Edoardo Weiss. Dall'amicizia con Weiss scaturì anche una significativa armonia tra i primi junghiani e freudiani.

Con le leggi razziali del 1938 fu internato in un campo di concentramento in Calabria. Terminata la guerra riprese la sua attività di psicologo analista junghiano sempre a Roma. Ed è da qui che si è diffusa in Italia la psicologia junghiana, grazie agli allievi che Bernhard ha formato tra i quali: Aldo Carotenuto, Mario Trevi, Bianca Garufi, Carlo L. Iandelli, Silvana Radogna, Claudio Modigliani, Paolo Aite, Marcello Pignatelli, Michele Pignatelli, Francesco Montanari, Gianfranco Tedeschi, Silvia Montefoschi, Mariella Loriga, Severino Rusconi, Mario Moreno, Enzo Lezzi, Enrico Rasio, Francesco Minozzi e Hélène Erba-Tissot che ha curato l'unico libro di Bernhard: "Mitobiografia". Nel 1961 lui e i suoi allievi fondarono l'AIPA (Associazione Italiana di Psicologia Analitica).

Personaggi di spicco della cultura italiana gravitarono intorno al gruppo di Bernhard, tra questi: Federico Fellini, Natalia Ginzburg, Giorgio Manganelli, l´industriale Olivetti e Roberto Bazlen fondatore della casa editrice Adelphi.

Ernst Bernhard, che amava definire il suo orientamento psicoanalitico con il termine di "psicologia del processo di individuazione", muore a Roma nel 1965.


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