Il potere della Psicoterapia

La psicoterapia così come può fare del bene può anche fare del male, non è innocua. Molte persone tengono in seria considerazione la psicoterapia, ma la forza, l'intensità e la durata della sua influenza sono più difficili da comprendere. Non riusciamo spesso a renderci conto che la terapia esercita effetti specifici che durano al di la della nostra memoria. Una persona va dallo psicoterapeuta per ottenere sollievo rispetto a un qualche problema di natura emotiva. La terapia che funziona meglio non è però quella che dà un sollievo immediato, ma piuttosto quella che mette a nudo le radici del problema. Ne deriva che sin dal momento della decisione di entrare in terapia, il desiderio di sollievo immediato del paziente di alleviare il proprio disagio emotivo tende ad essere in conflitto con le esigenze del processo di cura. La maggior parte delle persone si accontenta di aver soddisfatto il bisogno immediato di alleviare il proprio disagio emotivo e ritiene che, se ciò accade, la terapia abbia avuto esito positivo. Benché di fatto non siano state affrontate le realtà inconsce alla base dei nostri problemi. 

La stanza in cui ha luogo la consultazione psicoterapeutica è uno spazio enormemente carico di significati. La mente conscia, peraltro, è occupata quasi interamente da manovre strategiche dirette ad obiettivi immediati. Essa tiene nascoste, considerandole fattori potenzialmente irritanti, le emozioni e le forze psicologiche più intense. Al di là della consapevolezza, il significato e l'informazione emotivamente carichi esercitano un'azione potente sia che essa venga riconosciuta e affrontata o meno dal paziente, dal terapeuta o da entrambi. I mistici ci insegnano che la mente conscia è addormentata e che soltanto la verità potrà svegliarla. La psicoterapia conferma la validità di questa immagine. 

La psicoterapia, come viene praticata oggi, non è né una scienza né un campo di precisi standard. Ogni anno milioni di persone in tutto il mondo sono coinvolte in qualche forma di psicoterapia.  Data la sua capacità di influire in positivo o in negativo sui sintomi di natura emozionale, il consumatore deve essere informato. 

Vi è una tendenza generale a considerare lo psicoterapeuta come un mago, dove la condizione "laica" del paziente preclude ogni possibilità di giudizio e valutazione. La letteratura psicoterapeutica ancora oggi perpetua stereotipi e cliché antiquati. Ad esempio si sente dire di scegliere un terapeuta che sia caldo ed empatico, qualcuno con cui sia possibile comunicare, uno che sia lì per te. Questo riduce la terapia a un'attività di ascolto e consiglio, un qualcosa che potrebbe benissimo essere svolto davanti ad un buon caffè da un vicino premuroso. 

In realtà fare terapia è un'abilità: il modo in cui essa è condotta ha effetti psicologici reali e duraturi. Una persona saggia sceglie il chirurgo sulla sola base del fattore “personalità"? Una delle cose straordinarie della psicoterapia è che rende disponibili le informazioni percepite a livello inconscio. La conoscenza inconscia però si esprime sempre indirettamente; vale a dire che quando la parte inconscia della mente comunica, essa fa uso di un elemento cosciente di informazione come maschera del suo vero significato. In altre parole, quando un paziente in terapia racconta una storia o un sogno, le immagini espresse contengono due livelli di significato. Uno è cosciente: la storia rimanda alle persone e agli eventi di cui parla. Ma essa può contenere anche informazioni inconsce: dettagli ed immagini potrebbero avere un riferimento indiretto ed inconscio con quanto ha avuto luogo nell'esperienza stessa di cura. 

Il bisogno del paziente di ottenere sollievo immediato dei propri sintomi emotivi si oppone direttamente la finalità di ogni terapia. I sintomi vengono sviluppati per permettere alla persona di restare inconsapevole di un disturbo emotivo soggiacente. Amiamo sbarazzarci dei sintomi senza dover intraprendere alcun cambiamento di qualche peso nei nostri comportamenti abituali. A dispetto della fede conscia nel contrario quindi in ogni paziente viene un forte bisogno di procurarsi uno psicoterapeuta che sotto diversi aspetti ha poche probabilità di essergli utile. 

Sulla carta tutti potenziali pazienti ritengono di star cercando il terapeuta più efficace che sia disposto a prenderli in cura. Tuttavia una lettura attenta dei messaggi spostati mascherati provenienti dal sistema inconscio profondo svela un altro quadro. I pazienti in psicoterapia attendono in modo massiccio a presentare diffusi bisogni inconsci autodistruttivi. In altre parole il desiderio difensivo di non conoscere sovrasta spesso quello di conoscere. 

La grande maggioranza dei pazienti preferisce un miglioramento sintomatico senza insight. I segreti inconsci spaventano, trovano la loro fonte nel nudo vissuto della nostra vulnerabilità e mortalità, nella nostra capacità di fare il male(cit.).  

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